Distanze

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Sono passi leggeri quelli che ci avvicinano,

ma per colmare le infinite distanze che ci dividono,

non basterà camminarci incontro una vita per riconoscerci.

 

Restiamo così sospesi tra il desiderio di sfiorarci

e la lontananza incolmabile dei nostri sguardi.

 

Ti raggiungerò  in un gioco di ricordi inventati

e rivivrò di un passato mai vissuto,

dove le parole sono silenzi e il tuo volto abbandono.

(Luisa)

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Lettera al Presidente Trump

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Presidente, per favore, nel suo Paese vorrei entrare, ho una madre che mi aspetta, una sorella che sta male e sofferenze da lasciare.

Io capisco la paura di vedere una tragedia che ti lacera il sorriso, io la vedo in ogni viso nel mio Paese ormai ferito.

Ma Presidente, abbia pena di chi fugge dallo strazio, di chi aspira a una terra dove l’alba non è guerra.

Presidente, lei ha ragione, il suo Paese va difeso, che ogni offesa sia punita, che il controllo sia maggiore ma non mi lasci nell’orrore che distrugge la mia vita;

Il mio sogno è ancora vivo e mia madre è lì che aspetta, il suo nome lo conosce, è la madre di ogni uomo: “Libertà, Pietà, Perdono”.

(Luisa)

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Grandi Sogni

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“La sola verità che posso scrivere è quella dell’istante che vivo”                        (Italo Calvino)

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Era bello, era luminoso, era un sogno.

Milo quella mattina si svegliò con una gran voglia di piangere; decise di aspettare in silenzio il tramonto per chiudere gli occhi e aprire il suo cuore.

Non credeva ci potesse essere cosa più bella di quella tenerezza provata, sfumata nel vento e ricercata nell’oscurità.

Il buio inclemente non dispensò più immagini di luce e Milo attese ogni giorno quella promessa di vita.

*****   *****

Il passare dei giorni aveva sbiadito la musicalità di quel ricordo, e ora Milo non aspettava più nulla.

I tramonti erano cicli giornalieri.

Indifferente ai suoi occhi il rosso del cielo

e alle sue orecchie il rumore del mare.

Correva sulla sua moto lasciandosi dietro soltanto una scia di fumo.

*****   *****

Quale metamorfosi ci trasforma in statue di cera, dai sorrisi forzati e dalle movenze fallaci?

Il cuore, per un istante, all’improvviso si ferma e d’improvviso incomincia a seguire nuovi ritmi.

Dio abbia pietà di noi.

*****   *****

Il tempo inesorabilmente passa, ogni slancio si smorza in un’amara sconfitta.

Si perde il senso della vita, si perde la capacità di ascoltare il canto degli angeli, di vedere le sfumature del mare.

Quali sono i tuoi pensieri? I tuoi occhi sono spenti.

Io ho solo nove anni, e forse ne avrò nove per sempre, ma i miei sogni sono grandi…se vuoi possiamo giocarci insieme?“.

Milo trasalì; quella bambina dagli occhi neri era lì, in piedi, davanti a lui ed era a lui che stava parlando.

Le parole sono note di speranza

ma non sempre tutto può essere compreso.

*****   *****

Per un attimo si vacilla e non si riconosce più il proprio volto.

Milo non voleva pensare al passato ma furono gli occhi di quella bambina a ricordargli le sfumature dell’arcobaleno e la sua anima tornò a vivere.

*****   *****

La piccola bambina aveva negli occhi la lucentezza di una stella ed il suo sorriso era dolce come una poesia.

Milo restò a guardarla, come fosse il miraggio di un sogno, e lei come sogno

svanì dietro le porte di un orfanotrofio.

*****   *****

Il cuore era sereno, disteso sopra un letto di speranza.

Quella sera Milo decise di non uscire.

Il pallore lunare accarezzò i suoi pensieri,

e un sonno dolce lo cullò per tutta la notte.

*****   *****

Fuori pioveva.

Il grigiore del mondo sembrava un velo pesante che copriva ogni colore,

ma dietro quel velo di nuovo la luce.

L’importante era saper scrutare oltre.

*****   *****

Sarebbe bello poter giocare con i sogni

e ballare la danza del tempo afferrando incautamente un ricordo

per tornare a cogliere le sfumature del cielo.

Milo pensava al sorriso della bambina che con tanta generosità gli aveva regalato una poesia da condividere.

Aveva voglia di rivederla.

*****   *****

Si spinse oltre quel giardino di fiori non colti.

I bambini giocavano, ridevano

e quel trambusto, quelle risate, erano musica intonata col sole.

Milo si guardò intorno e ancor prima che potesse scorgere il volto della dolce bambina, si sentì afferrare la mano e trascinare verso un piccolo laghetto artificiale.

*****   *****

La mia casa è uno specchio di mare,

ho navigato verso orizzonti di pace, conquistando la stima di pirati e ricchi signori.

Ho un vago ricordo di ori e palazzi,

ma non potrò mai scordare il colore del cielo del giorno in cui ho scoperto di avere un nuovo amico”.

*****   *****

Iniziò a piovere, la bambina cominciò a correre intorno a quel laghetto, Milo era

felice, “Come ti chiami?” le chiese Milo “Il mio nome? ogni giorno lo cambio. Ogni giorno sono diversa; sempre io ma mai la stessa. Le sorelline ed i fratellini che mi circondano mi chiamano Serena ed io chiamo loro sempre con lo stesso nome, ma ogni giorno abbiamo un sogno diverso da raccontarci.”

“Andiamo dentro Serena, o ci bagneremo tutti se continuiamo a stare fuori.”

***** *****

Milo si affezionò molto alla sua nuova piccola amica e lei a lui.

Ogni occasione era un motivo per stare insieme; giocare, con leggerezza e spontaneità correndo verso il futuro senza aspettarlo, con la gioia semplice e completa di vivere l’attimo da condividere.

***** *****

“Cosa vuoi fare da grande?” chiese un giorno Milo alla sua piccola amica. La bambina non rispose, lo guardò sorridendo e gli chiese cosa significasse diventare grandi.

Milo restò un attimo a pensare, provò a rispondere:

“Crescere, seguendo i propri desideri, provando a realizzarli…”

Poi restò in silenzio e fra se e se si chiese se da grandi si sarebbe potuto ancora inseguire una stella e addormentarsi cullati dalla dolce luna.

***** *****

Milo quando poteva correva all’orfanotrofio, non lontano dalla sua scuola. Alla fine della giornata scolastica, andava a trovare la piccola Serena e la sera spesso restava a casa invece di uscire come era solito fare per una partita di pallone o un concerto allo stadio. Nella sua stanza, seduto alla sua scrivania riprese a scrivere…piccole storie, memorie di giorni vissuti, fantasie di paesaggi lontani; i suoi racconti, lasciati incompleti ormai da troppo tempo, ripresero a fiorire come dolce risveglio all’alba di un nuovo giorno.

***** *****

Può succedere di cambiare percorso e lasciare scivolare il tempo in una dimensione misteriosa e inafferrabile.

Si cambiamo abitudini e ci si ritrova diversi.

Il  cambiamento può farci sentire smarriti, proiettati verso un altro angolo di cielo fino ad allora sconosciuto…:

“Le sfumature dell’azzurro sono infinite.”

***** *****

Il sogno sfiora il pensiero e di notte il vento accarezza i sogni

cullandoli in un abbraccio di pace per poi giungere alla scoperta di un sospiro.

Gli occhi guardano il giorno e la luce si tramuta in splendore.

***** *****

Milo, aveva vissuto quel passato o stava rincorrendo un sogno?

Il tempo si era fermato lungo un sorriso di bambina e ora ricercava  la strada per tener vivo quel ricordo.

Si incamminò lungo un sentiero di campagna, verso la speranza

ma la strada era interrotta.

***** *****

Una scia di luce luminosa sfiorò il suo corpo

e a cavallo di quella scia si lasciò guidare verso il mistero.

***** *****

Un mistero troppo oscuro e triste

***** *****

Ogni giorno Milo attendeva la sua amica in quel giardino,

il suo cuore gioiva nel vederla correre e inseguire i suoi sogni,

confondendosi in un gioco di colori e suoni.

L’attendeva ogni giorno per vedere i suoi capelli scompigliati dal vento.

L’attendeva ogni giorno per vedere i suoi occhi baciati dal sole,

regalando di notte alla luna la luminosità di quel riflesso.

***** *****

Ma da un po’ di giorni era solo l’assenza a fargli compagnia.

***** *****

Lui da tempo l’aspettava sulla soglia del destino
Lei giocava e sorrideva spensierata in quel giardino
e ora….
non la sente più cantare
ogni giorno è più lontana
ora invano lui l’attende
ora invano lui la chiama….

La sua voce è un eco muto
e la risposta è nel silenzio
“La tua amica non sta bene”
crolla il mondo in un momento.

Lei lo attende sulla soglia di un giaciglio sofferente
Lui sconfitto resta inerme come salice piangente

***** *****

Gli occhi lucidi di Milo si trasformarono in vuoti a rendere quando videro la sua piccola amica distesa su un letto di sofferenza.

Sfiorò le sue piccole mani e lei sorrise.

I suoi occhi neri, grandi e dolci, accarezzarono il dolore,

momentaneamente lenito da quell’abbraccio di sguardi.

***** *****

Milo cercò di rassicurare la piccolina.

Lei era serena, rassegnata al suo destino e felice di avere il suo amico vicino.

Non disse nulla, ma non smise mai di sorridere.

Si lasciò cullare senza paura dall’onda del tempo

che la voleva lontana dalla vita.

***** *****

…E di notte, come soffio di vento, si perse nell’etere…

Intrattenibile e irraggiungibile, distesa sul soffice mantello di una nuvola,

scomparve nel nulla, così come era venuta.

***** *****

E’ l’abbandono che ci logora, ci strazia l’anima e ogni attimo è sofferenza.

Il dolore è un lacerante stato di angoscia in cui si annaspa.

Ci si sente sconfitti, impotenti, lontani dalla vita, consapevoli della miseria umana.

Le lacrime inesorabilmente scendono, impossibile fermarle.

E’ la disperazione che prende il sopravvento, ogni cosa vissuta è priva di senso e l’unica realtà che si avverte è un vuoto interiore graffiato dallo strazio:

“Un nulla in cui proiettiamo noi stessi.”

***** *****

Milo non si era sbagliato

aveva vissuto il ricordo di quel che la vita gli aveva promesso.

Non tutto era perduto, non poteva lasciare che il dolore soffocasse la speranza di afferrare un sogno.

Restò immobile, sospeso fra la rabbia e la rassegnazione, volse lo sguardo al cielo e ne colse il fiore dell’eternità.

***** *****

L’acqua scorreva nel fiume, e, al di là della sponda destra, una barca ancorata a terra reclamava la sua libertà: “Viaggiare sull’onda del tempo a ridosso di un moto perpetuo e mai uguale.”

Il sole era una palla di fuoco.

***** *****

Milo si adagiò sulla fresca terra a dipingere con la mente i colori di un arcobaleno invisibile agli occhi;

ogni sfumatura si perse nella memoria.

Il nostro essere stati”, come forme più semplici e pure, come gioco di vite lontane, come spazi di sogni riempiti, ci rende più confusi e sfuggenti.

***** *****

Una musica assordante sfiora la vita e quel frastuono ci addormenta per sempre.

***** *****

Milo si ritrovò a camminare su una nuvola di ovatta, e il candore del sonno lo avvolse in un abbraccio di calore.

“Se lei fosse nata dall’onda del mare, avrebbe avuto forse pensieri leggeri come il vento?”

Si lasciò rapire dalle sue fantasie e si ritrovò immerso in una favola.

***** *****

Quale poesia scrisse il poeta che non aveva più memoria?

“I miei giorni non hanno memoria, il tempo riempie di vuoto il mio passato

ho raggiunto un sospiro di desolata lontananza da me stesso, e ora ricordo solo di non aver vissuto.

Tremante la mia mano disegna la linea del mio sorriso ma è solo uno schizzo di incomprensibile valore.

Ho sorriso per i suoi occhi ormai perduti per sempre, o per la gioia di averla incontrata?

Non ricordo, non ricordo più niente”

***** *****

La grande terra del sole, paesaggi misteriosi e mai esplorati.

Milo restò immobile oltrepassando i confini del tempo.

I suoi ricordi lo trasportarono alle soglie del mondo

e lui si fermò a guardare sorpreso la vita.

Camminò tutta la notte, addormentandosi su un letto di stelle.

Si svegliò adulto.

Era cambiato, mai più lo stesso.

“Ti vedo,

ora che sei lontana, ti vedo amica cara.

I nostri destini si sono sfiorati e la mia vita è cambiata.

La forza del tuo amore mi ha donato la poesia

e ora sento una dolce musica che aleggia nel vento:

sono le tue parole che mi raggiungono.

Ora che sei lontana ti vedo, amica cara,

e con me, nel mio cuore, resterai per sempre.”

***** *****

Lontano può essere vicino: vicino ai tuoi occhi, vicino ai tuoi sogni.

Un paesaggio sfumato che si delinea nella mente e diviene reale.

Sogno e realtà si confondono  ed è quel ricordo confuso che riaffiora, che ti afferra la mano e ti illumina la vita.

***** *****

Fuori pioveva.

Di notte il sonno era leggero;

i ricordi trattenevano il respiro per non appesantire  i sogni:

fugaci meteore di speranza”.

***** *****

E così il passato rivive e i giorni andati riemergono dal nulla,

belli o brutti, sarebbero rimasti.

Milo era immobile, era solo nella sua stanza,

il silenzio lo avvolgeva ed egli si lasciò vincere dalla malinconia,

non aveva altro sfogo che piangere.

***** *****

I suoi occhi lucidi reclamavano una stella,

la notte gli regalò la luna e d’improvviso il suo pianto cessò.

***** *****

In punta di piedi ti vengo a cercare

e tu sei lì  distesa sulla soglia del tempo

Ho pregato affinché il giorno non morisse e i tuoi occhi potessero continuare a smorzare le mie inquietudini.

Tu musa della mia anima che sostieni il mio incedere incerto e barcollante.

In punta di piedi ti vengo a cercare e…

comunque e ovunque sempre ti trovo.”

(Luisa)

Attimi di eternità

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E’ solo un attimo, forse mai vissuto

regalato ai sogni e lasciato fiorire nella mente come memoria di giorni lontani che accompagnano la solitudine dell’esistenza, ridondante di lamenti e lacrime.

E’ solo un attimo

inafferrabile come il vento

né falso né vero

presente solo nei pensieri

fluttuante e vago come la vita.

E’ l’attimo in cui si scorge all’orizzonte una luce tenue e improbabile, luce di  un alba che si attende in un incedere incerto e misterioso.

E’ l’attimo in cui ti incontro, ti parlo e sorrido.

E’ quello l’attimo che sfugge dal tempo,

per questo eterno.

(Luisa)

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La Veglia

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“Sono rimasta sveglia tutta la notte, accanto a te, immaginando i tuoi sogni illuminati da lampi improvvisi di luce”

Un sussurro, un lamento… di notte il tuo sospiro diventa urlo nel vento.

Ti osservo, accarezzo i tuoi capelli, non ho più sonno, scruto i tuoi occhi chiusi e immagino i tuoi sogni cullati dagli angeli.

E’ lunga la notte se non ci sono stelle da afferrare e pensieri leggeri da colorare.

In silenzio aspetterò l’alba sognando il tuo sorriso, raccontandoti una favola muta per non turbare il tuo riposo.

Ti avvolgerò in un mantello di luna, regalando al giorno il tuo profilo, rischiarato dai tenui raggi del primo sole che improvvisamente ti sorprende, illuminandoti di vita.

(Luisa)

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Un nuovo mondo

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Un velo di nebbia avvolge la vita e in un istante il giorno si perde.

Ho chiuso gli occhi e un luogo a me sconosciuto mi ha cullato in un silenzio di terra e di mare.

Ogni cosa è mistero e incanto.

I colori inondano l’anima e una musica dolce e soave accompagna le ore regalando al tempo carezze e sorrisi.

Gocce di poesie bagnano il viso e  linee flessuose,  in un’esplosione di luce, danzano in punta di piedi  inventando un “nuovo mondo”

(Luisa)

luce

Frantumi di sogni

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Quali sono i miei pensieri in questo marasma di turbamenti?

Le ore scorrono veloci e  di nuovo il sogno s’impadrona di me.

I ricordi restano lontani e passano nella mente come soffio di vento.

Nulla mi è  più chiaro, e forse altro non era che un leggero spossamento di sensazioni quello che ho vissuto e che per un attimo credevo fosse la vita.

Passato… tutto è  passato per sempre.

Quei giorni sognati, che restano incastonati nel mio malinconico sorriso, sono visioni dell’anima che viaggiano nell’ombra di un riflesso di memorie.

Mi fermo a guardare l’orizzonte, perdendomi nei miei pensieri come fossero paesaggi lontani e irraggiungibili.

Trattengo il respiro…

Il tempo sfiora il mio corpo e di nuovo mi perdo e sogno…

E’ l’illusione a sostenere il tempo che non vivo.

I volti di ieri sono ombre che vagano nella mia mente e quei paradisi perduti, nell’abisso del mio esistere, si tramutano in  tormento, disperazione e sconfitta.

 

…come lame i ricordi feriscono i miei occhi…

“Avverto un acre odore di morte,

sconvolto il sonno dai miei incubi spalanco gli occhi all’oscurità e all’inquietudine.

Un velo nero avvolge il mio sorriso in una funerea smorfia di tristezza

e sanguinando le mie pupille tingono di rosso la mia anima.

Ha solo poche ore la notte…

ma a me basteranno…

basteranno per morire.”

(Luisa)

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L’ultimo sogno

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Come flusso inarrestabile e incontrollabile i miei pensieri confondono la mia mente, come se non fossero miei, liberi di nascere e vivere indipendentemente da me.

Istintivamente alzai lo sguardo al cielo;  Lei appoggiò delicatamente la sua mano sulla mia spalla. Mi guardò negli occhi e senza parlare mi sorrise, come fossi stato suo complice, ma solo di quell’attimo fuggevole in cui mi chiese se potevo accompagnarla a casa e io, senza esitare, incominciai a camminarle accanto lungo quel viale alberato di campagna. Non l’avevo mai vista prima, eppur qualcosa mi sospingeva a lei come fosse stata, o dovesse essere, presenza fondamentale nella mia vita. L’odore fresco di erba bagnata mi inebriava la mente, ed il magnifico spettacolo di  colori dei fiori, che l’immensa prateria dalla quale eravamo circondati offriva ai nostri occhi, mi attanagliava il cuore. Un sogno il mio, sono stato attratto da un sogno, bellissimo come il mare, inafferrabile come il vento.

Ho lasciato tutto per seguirla in quella casa al di là del tempo, io e lei soli senza bisogno d’altro.

Dicono che qualcuno ha pianto per me; voci o semplicemente mie sensazioni? Sento dei rumori lontani, in un certo senso mi infastidiscono, non so perché. Ora è tutto molto confuso, non riesco più a distinguere le figure che mi circondano, presenze o assenze? E’ tutto molto vago, ho paura, paura di perderla…Della vita non rimpiango nulla, mentre il calore della sua mano sulla mia fronte mi ha dato la certezza dell’eternità. Non cerco più niente, il tutto è quello che ho sempre desiderato senza mai ottenerlo, ed ora è come se quel tutto fosse sempre stato qui, non ho più bisogno d’altro.

Cercare, cercare cosa? Dentro di noi è l’unico tesoro, quel che riusciamo a vedere con la nostra anima nel momento in cui in lei ci specchiamo e ci rendiamo conto che siamo noi l’immagine riflessa e lei la vera essenza; tutto, tutto in quell’attimo e poi….

Lei mi ha fatto entrare nella sua casa, nei suoi segreti, senza chiedermi nulla. Il suo volto, illuminato di cielo, si perde nei miei occhi, ed io con lei, mi perdo così, per sempre, nell’eternità.

(Luisa)

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Nostalgia

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Colori, suoni, sospiri di vento…
un abbraccio di sguardi e poi il vuoto dentro.

Partenze, ritorni, confini e frontiere…
i ricordi di notte hanno il sapore del fiele.

Passaggi di ombre che si allontanano piano,
speranze tradite volate lontano.

Non resta che il suono di un malinconico canto,
non resta che il sogno sfumato dal tempo.

(Luisa)

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"Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d'isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l'immagine del suo volto" by Jorge Luis Borges